Il rapporto Ecomafie di Legambiente conta gli introiti della ecocriminalità

Ecomafie, 30mila reati in un anno, e quasi 9 miliardi di fatturato sottratto all'ambiente

Soldi sottratti alla tutela ambientale e alla transizione ecologica, derivati da edilizia abusiva, traffico di rifiuti, devastazione naturalistiche. Tgr Leonardo.

Quando si tratta di mafia bisogna seguire i soldi. Vale anche per i miliardi dei traffici illeciti delle ecomafie, che devastano il territorio e dirottano risorse destinate alla tutela ambientale. Miliardi calcolati anche quest'anno dal rapporto Ecomafie di Legambiente.Le ecomafie sottraggono al riciclo dei rifiuti milioni di tonnellate di plastica, olii vegetali e materiali elettronici, dirottandoli verso i mercati neri internazionali I soli rifiuti sequestrati in un anno dalle forze dell'ordine superano i 2 milioni di tonnellate: come se 95mila tir formassero un serpentone dalla Calabria alla Svizzera. Tra gli oltre 30mila reati ambientali conteggiati nel dossier, tanti devastano il patrimonio naturalistico. La fetta più grande dei reati ambientali, quasi 1/3, va nel ciclo illegale del cemento. Edilizia abusiva - che, a Ischia non solo, in un mix mortale con la crisi climatica genera mostri idrogeologici - ma anche cave scavate illegalmente e produzione fuorilegge di calcestruzzo. E l'occhio della malavita ora è puntato sulla pioggia di soldi del PNRR, in arrivo dall'Europa anche per la transizione ecologica. 
L'intervista a Enrico Fontana, responsabile economia civile di Legambiente. 
Montaggio di Tiziana Samorì.