Poche le inadempienze rilevate dai controlli a campione

Bonus Piemonte, due settimane per mettersi in regola

Il provvedimento a fondo perduto adottato dalla Regione durante il lockdown ha aiutato 50 mila commercianti e artigiani: va utilizzato per investimenti. In caso di controlli, le spese devono essere rendicontate.

Un intervento che ha aiutato 50 mila soggetti ma che ha generato qualche problema di rendicontazione e rare inadempienze. Perché tra rate dei mutui, spese di ristrutturazione, acquisto di veicoli commerciali, attrezzature, smartphone e tablet erano davvero tante le tipologie di investimenti che era possibile effettuare con il bonus piemonte: si tratta dell'erogazione promossa dalla Regione attraverso Finpiemonte durante il periodo del lockdown e rivolta a commercianti e artigiani.

Il problema è che il bonus è sì a fondo perduto ma, in caso di controlli a campione, l'impresa deve dimostrare di averlo speso correttamente, appunto per investimenti.

In totale, la misura ha finanziato oltre 50 mila soggetti per un totale di più di 100 milioni di euro, con importi tra i 500 e i 2500 euro. Pochissimi i casi di inadempienze, ridotti sostanzialmente a quelle imprese che durante il periodo hanno cessato l'attività senza riuscire a spendere correttamente gli importi.

Servizio di Marco Bobbio, immagini di Luciano Gallian, montaggio di Benedetto Mallevadore e Marco Rondoni. Interviste a: Lorenzo Evola, servizio crediti Confesercenti Torino, Denis Andreolli, ambulante, e Carlo Chiama, direttore Confesercenti Torino.