Il bilancio dei giocatori di Juve e Toro: Di Maria sugli scudi, brilla Vlasic

Con la vittoria dell'Argentina cala il sipario sui Mondiali in Qatar

Erano iniziati tra le polemiche, i Mondiali in Qatar. Si sono rivelati una delle edizioni più emozionanti di sempre. Anche per i giocatori juventini e granata. A cominciare da Angel Di Maria: il Fideo decisivo in finale. La Juve, però, ora si interroga: pochi minuti in bianconero e scadenza di contratto a giugno. Bisognerà vedere motiviazioni e forma da qui alla fine della stagione. In chiaroscuro il Mondiale di Paredes, nervoso contro l'Olanda, di lotta e di governo contro la Francia. Nella storia, sono 27 i bianconeri campioni del mondo: un record. Finale così così, ma Mondiale positivo per Rabiot. Che ora, c'è da scommetterci, farà pesare per la partita del rinnovo. Tra gli ex, Dybala si è visto poco, ma entra e segna il rigore. Non era scontato, visti i precedenti. Mondiali che erano partiti con la delusione serba, la più "torinese" delle nazionali: Vlahovic, Kostic, Milinkovic-Savic, Lukic e Radonjic. Delusione, in particolare, per Vlahovic. Un gol e appena 79 minuti giocati, e una pubalgia preoccupante. Sorride invece, con la Croazia, Nikola Vlasic: entra nell'infuocato finale contro il Brasile, segna uno dei rigori che stendono i verdeoro. Dove affonda Alex Sandro, con Danilo - che fino a quel momento aveva ben figurato - e il poco utilizzato Bremer. Sufficiente McKennie, Rodriguez anche nonostante l'umiliazione patita contro il Portogallo. Qatar in agrodolce per Szczesny e Milik: la loro Polonia, per la prima volta dall'82, ha almeno superato la prima fase. E Sczesny ha anche pagato un rigore allo sceicco Leo Messi. Trionfatore, poi, nel Mondiale del malinconico addio di CR7. 
 

Montaggio di Tiziano Bosco