#umanotecnologico

L’intelligenza artificiale deve anche saper dire ‘non so’

Da Torino prende il via un nuovo movimento per risolvere il problema di offrire strumenti anche nelle altre lingue e prendere in considerazione l’eterogeneità culturale che le lingue si portano dietro

Il connubio tra le tecniche di intelligenza artificiale e la linguistica è alla base di molti dispositivi recentemente approdati sul mercato, come gli assistenti virtuali, ma anche di applicazioni come l’analisi del linguaggio d'odio online. 

Questi strumenti però sono concepiti e sviluppati dai grandi gruppi americani per funzionare bene con l’inglese e soprattutto per avere sempre delle risposte univoche. Nasce allora il problema di offrire strumenti anche nelle altre lingue e soprattutto di prendere in considerazione l’eterogeneità culturale che le lingue si portano dietro. E così da Torino sta prendendo il via un nuovo movimento.

Servizio di Fabio De Ponte, montaggio di Elisa Pozzati. Nel servizio l’intervista a Valerio Basile, ricercatore dell’università di Torino e autore del manifesto prospettivista