Festa in "famiglia"

In 150 al pranzo di Natale di Sant'Egidio: "Siamo qui per stare insieme"

Non solo senza tetto all'iniziativa della Comunità, spazio anche per chi non vuole passare il 25 dicembre da solo

Bicchieri di vetro, piatti di ceramica. E' un vero pranzo di Natale quello offerto dalla comunità di Sant'Egidio - alla chiesa dei Santi Martiri di via Garibaldi a Torino - alle persone più in difficoltà. Perché più importante ancora del cibo è il clima di una festa in famiglia, che qui davvero si respira. L'ambiente è scaldato dalle risate e dalla compagnia ma anche dai tappeti con le serpentine, che danno un conforto importante a chi combatte tutti i giorni contro il freddo. Intorno ai tavoli sono in centocinquanta. Alcuni ospiti arrivano dai dormitori, altri dalla strada, altri ancora una casa popolare ce l'hanno ma vengono qui per stare insieme, per condividere questo momento dell'anno.

Per rendere possibile l'iniziativa, sono scesi in campo 150 volontari. A preparare i piatti, gli allievi dell'istituto alberghiero Colombatto con materie prime messe a disposizione da Eataly, mentre alcune decine di persone hanno preparato i regali: tutti nominativi, pensati per una persona in particolare. E poi c'era chi serviva ai tavoli e chi ai tavoli si sedeva per animare il pranzo. In pista più persone del necessario. Ma è anche questo - spiegano gli organizzatori - il senso dell'iniziativa: gettare un ponte tra due mondi, dare un'occasione non solo a chi vive per strada di vivere una bella giornata ma anche a chi vuole fare qualcosa per sentirsi utile, di conoscere l'altro e di sentirsi parte di una comunità.

Il primo pranzo di Natale la comunità di Sant'Egidio lo organizzò a Roma, in Santa Maria in Trastevere, quaranta anni fa. A Torino l'iniziativa si svolge da 20 anni.

Nel servizio, l'intervista al sindaco di Torino Stefano Lo Russo