Si attende la fissazione dell'udienza preliminare

Inchiesta Juve, nuovi dettagli dall'interrogatorio di Chiellini

Emerge dagli atti. L'ex capitano ascoltato lo scorso 4 aprile: secondo gli inquirenti, l'intesa per la rinuncia agli stipendi durante il lockdown prevedeva la restituzione di una parte dei compensi quando le attività sportive fossero riprese

Della Juve era la bandiera e soprattutto il capitano e fu proprio in questa veste che Giorgio Chiellini nel marzo del 2020 in pieno lockdown e con il calcio fermo avviò la trattativa con la società per il taglio degli stipendi: un'esigenza dettata dalla carenza di liquidità della società. 

Un confronto che il difensore ha ricostruito nell'interrogatorio reso lo scorso quattro aprile di fronte ai magistrati che stanno indagando sulle anomalie del bilancio bianconero. Il sospetto degli inquirenti, come noto, è che quella rinuncia agli stipendi fosse almeno in parte solo virtuale e che la società non abbia quindi conteggiato correttamente a bilancio le cifre. 

Un sospetto che le parole del capitano avrebbero avvalorato laddove avrebbe ammesso che l'intesa prevedeva la restituzione di una parte dei compensi tagliati quando le attività sportive fossero riprese. Lo stesso Chiellini avrebbe quindi riconosciuto che la squadra era al corrente che il comunicato con il quale si dava conto degli tagli degli stipendi avrebbe avuto un contenuto diverso rispetto all'intesa raggiunta. Altro materiale insomma per l'udienza preliminare che sarà fissata a giorni e che sarà probabilmente febbraio.