Juve, il processo resta a Torino

La procura della Cassazione respinge il ricorso bianconero

La richiesta è stata respinta. Secondo la Procura generale della Cassazione è inammissibile, per ragioni procedurali, il ricorso delle difese che avevano chiesto lo spostamento a Milano. E dunque il procedimento giudiziario sui conti della Juventus per il momento resta a Torino. Saranno quindi i giudici dell'udienza preliminare, che deve ancora essere fissata, a esprimesi il giudice dell'udienza preliminare.

Il no della suprema corte è motivato dal fatto che, con la richiesta di rinvio a giudizio per 13 persone, la trasmissione degli atti ad un altro pubblico ministero è precluso "dal sopravvenuto radicarsi della competenza del giudice".

Secondo le difese la sede naturale del processo dovrebbe essere Milano, in quanto il reato di aggiotaggio contestato alla dirigenza bianconera è legato alla diffusione dei comunicati alla Borsa, che ha sede nel capoluogo lombardo.

Per la procura torinese, la società bianconera ha ricorso ha due "stratagemmi illeciti" sui bilanci, le plusvalenze artificiali e le manovre stipendi, per celare l'erosione di capitale. Il tutto nella piena consapevolezza dei vertici del club. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex presidente Andrea Agnelli e gli altri 12 indagati.