Lo studio su 40 depuratori in Italia: oleosi il 10% degli organici in acqua

La retta via dell'olio

Un fiume di olio di frittura, usato per preparare gli alimenti delle feste. Come smaltirlo correttamente? Non va gettato nei tubi ma differenziato Se ne sono occupati persino gli scienziati del Cnr.

La tavola delle feste è un tripudio di fritture, ma anche di sottolio e alimenti conditissimi. L'olio usato per cuocere e conservare i cibi andrebbe differenziato. Ma i punti di raccolta per i cittadini nei Comuni sono pochi, e allora la tentazione dello scarico o del lavandino incombe. La raccolta differenziata intercetta 80mila tonnellate di oli alimentari l'anno, ma gli italiani ne gettano nei tubi altre 60mila, un chilo a testa. Gli impianti faticano a filtrarli, e così gli olii esausti contaminano le acque. CNR e consorzio di riciclo RenOils hanno monitorato 40 depuratori tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto,Toscana e Lazio, alla ricerca di oli e grassi vegetali e animali, provenienti dalle cucine italiane. Non solo questione di inquinamento: sprechiamo anche energia. Gli oli alimentari, se ben differenziati, possono diventare biocombustibili. Con loro nello scarico se ne va una risorsa.  

Nel servizio,  l'intervista a Giuseppe Mininni, Cnr Irsa Istituto Ricerca Acque

Montaggio Tiziana Samorì