Torino

Morti sul lavoro, l'allarme di Guariniello: "Situazione delicatissima, subito una super procura"

Secondo il magistrato che condusse le indagini della tragedia della Thyssenkrupp, la realtà in Italia è oggi preoccupante: "Siamo tornati indietro, a prima della Thyssen"

Alla domanda: ma siamo tornati agli Anni ‘70 del secolo scorso la mia prima reazione è: ’va beh non esageriamo'. Però purtroppo qui i processi per infortuni si fanno sempre più lentamente. Non parliamo dei processi per malattie professionali, non si fanno più. Mi dispiace molto dirlo ma la giustizia penale non fa più paura a nessuno. Vogliamo continuare così?"

Raffaele Guariniello ha dismesso la toga nel 2015. E' appesa a un attaccapanni di un ufficio non lontano dal centro di Torino, pieno zeppo di faldoni e di storia. E da lì che, con lo spirito e la tenacia di sempre, l'ex magistrato prosegue quelle battaglie che lo hanno contraddistinto nella sua attività professionale. Su tutte ambiente e sicurezza nei posti di lavoro. Eternit, ad esempio. O Thyssenkrupp, il drammatico rogo che 15 anni fa uccise sette operai. Nove anni e cinque sentenze - non senza polemiche - per arrivare alla verità processuale. 

“Questo processo ci fece andare all'avanguardia a livello mondiale. Dare nove anni e più a un datore di lavoro non era mica un fatto da nulla... Non era mai capitato non in Italia ma nel mondo”.

Il ricordo di quelle ore tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 è ancora vivo nei ricordi del pm che istruì il processo. E che rivendica una rapidità di azione che oggi fatica a riscontrare:

“Noi, due mesi e mezzo e abbiamo fatto tutte le indagini. E abbiamo chiuso. Io quando vedo capitare le tragedie ogni giorno mi allarmo poi a vedere passare i mesi... Le indagini vanno avanti, le perizie... Noi abbiamo fatto tutto anche le perizie in due mesi e mezzo”

Gli infortuni sul lavoro continuano a essere all'ordine del giorno. Le morti bianche riempiono i giornali. Le prescrizioni fermano i processi. Le Procure contano su armi spuntate:

Ci sono processi in alcune zone del nostro Paese in cui i processi per gli infortuni non si fanno. O si fanno con una tale lentezza che arriva alla fine la prescrizione. Cosa succede allora? Che si sviluppa un senso tra le imprese tipo ‘beh tanto le leggi ci sono ma si possono disapplicare impunemente’. Ma soprattutto è drammatico il senso di giustizia negata tra le comunità". "Il grande sogno che continuo a coltivare è la Procura nazionale sulla sicurezza sul lavoro. C'era un disegno di legge presentato nella scorsa legislatura ma non è stato approvato. Io chiedo al Parlamento di oggi come ho chiesto al Parlamento di ieri delle norme. Non basta mettersi a piangere quando capita un fatto del genere. Purtroppo l'Italia è ferita dagli infortuni. Nelle fabbriche, nei cantieri... Addirittura nelle scuole-lavoro, dove muoiono ragazzi di 18 anni. Siamo in una fase delicatissima, siamo tornati a prima della Thyssen.