Artemis 2 nel 2024 volerà con 4 astronauti. Poi l'allunaggio con Artemis 3

Il Gps sulla luna

Dopo l'ammaraggio di Orion a fine missione Artemis 1, riparte la corsa alla Luna, questa volta per restarci. E' italiano il primo sistema Gps che sarà installato sulla futura stazione lunare. Permetterà di sincronizzare le attività tra Terra e Luna.

Neanche il tempo di godersi la conclusione della missione Artemis 1, con l'ammaraggio della capsula Orion nell'Oceano Pacifico, che subito è ripresa la corsa alle prossime tappe della missione lunare della Nasa. Artemis 2, nel 2024 partirà con 4 astronauti. Ma per vedere di nuovo impronte sul suolo lunare bisognerà aspettare almeno il 2025, e la missione Artemis 3. Allora sarà passato oltre mezzo secolo dalla missione Apollo 17 del 1972, ma c'è già qualcuno che sta lavorando a permanenze più lunghe. Una vita quotidiana per ora solo immaginata, che avrà bisogno di supporti e strumenti molto concreti: ad esempio un sistema di ricezione satellitare GPS per orientarsi e comunicare tra le basi lunari, proprio come facciamo nelle città sulla terra. E sarà tutta italiana la tecnologia che consentirà di farlo, e che allunerà per prima, di nuovo, sulla Luna. Se la missione avrà successo, questo sarà il primo dei numerosi ricevitori posizionati su suolo e orbita lunare, che permetteranno ai futuri astronauti permanenti di comunicare con la terra, condividendo le stesse informazioni GPS su posizione e tempo esatto. La vita sulla Luna sarà perfettamente sincronizzata a quella terrestre. E potremo cominciare a fare quello che facciamo qui. Viaggi commerciali e selfie, anche. Pensiero ardito forse. Ma dopotutto tante abitudini terrestri sono già parte della vita quotidiana sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Intervista a Oscar Pozzobon, amministratore delegato Qascom. 
Montaggio Benedetto Mallevadore.