Olimpiadi, Torino rilancia. Torna il dibattito sul riutilizzo degli impianti

Al centro il destino degli impianti di bob di Cesana, dei trampolini di Pragelato, e soprattuto dell'Oval

Un anno complesso, vissuto intensamente. A 14 mesi dal suo insediamento per la giunta targata Lo Russo la consueta conferenza stampa di fine anno è un tagliando sui km percorsi e sul tracciato che l'attende. 

Dai finanziamenti per la linea 2 della metropolitana, all'accordo con Stellantis, dai fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza, alla gestione - non facile - della movida. Al centro, il rilancio di Torino città di grandi e partecipati eventi. Anche sportivi. Perché al di là dello snocciolare gli obiettivi raggiunti accanto a quelli da perseguire, oggi l'attenzione è tutta rivolta a quel sogno olimpico che sembrava sfumato per sempre, e che invece proprio i rincari, che corrono sotto il peso di crisi energetica e inflazione, potrebbero risvegliare nel cuore dei torinesi. 

"Siamo a disposizione": queste le parole con cui il sindaco apre e riapre la partita per un possibile utilizzo degli impianti di bob di Cesana, dei trampolini di Pragelato, e soprattuto dell'Oval. Se è vero che Trento, dove si sarebbe dovuto realizzare l'impianto per il pattinaggio, sarebbe pronta a fare un passo indietro, proprio per i costi di realizzazione lievitati negli ultimi mesi. Si parla di 70 milioni di euro, mentre assicurano dall'assessorato allo sport torinese, per rimettere a posto i nostri ne basterebbe un decimo. E quindi si spera, si attende un segnale dal governo, dal Coni e dal sindaco di Milano Sala. 

"Siamo a disposizione" ribadiscono Lo Russo e anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che in altra occasione aveva rilanciato "per fare fare bella figura all'Italia". In caso contrario, gli impianti di Cesana e Pragelato andranno totalmente riconvertiti.