Il meteo mette in allarme gli operatori dello sci

Poca neve e alte temperature: in montagna è un Natale con il naso all'insù

Dopo le abbondanti nevicate di inizio stagione, scarseggiano le precipitazioni e ci sono problemi anche per l'innevamento artificiale. Chiusi alcuni impianti della via Lattea

Dopo un avvio di stagione promettente che faceva sperare neve in gran quantità, il rialzo delle temperature e il venir meno delle precipitazioni torna a preoccupare per gli effetti che può provocare per la stagione dello sci. Se quasi ovunque in Piemonte il manto non supera i 50 centimetri, il rischio, con la colonnina del mercurio sopra lo zero termico anche di notte, è quello di non poter mettere in azione i cannoni per l'innevamento artificiale.

Così molti impianti restano prudentemente chiusi per non correre il rischio di disperdere anche i pochi centimetri di fondo consolidato. Oggi in tutta la via lattea sono aperti 49 impianti su 69 con solo la metà dei 400 chilometri di piste percorribili. Va un po' meglio a Bardonecchia dove gli impianti aperti sono 14 su 17 con 85 dei 100 chilometri bianchi a disposizione degli sciatori.

Meno problemi nel cuneese dove le precipitazioni sono state più generose: a Limone sono aperti tutti gli impianti, nel complesso di Artesina-Prato Nevoso percorribili 80 chilometri di piste su cento. Non è difficile comunque immaginare cosa gli operatori di un settore reduce da anni di crisi attendano sotto l'albero.