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Sms, trent'anni fa il primo "messaggino", che augurava Merry Christmas

Una frase semplice, di due parole, che però influenzò la storia della comunicazione. E che un anno fa è stata venduta all'asta come Nft, token non fungibile.

Merry Christmas, Buon Natale. Due parole semplici, che trent'anni fa cambiarono la storia della comunicazione. Era il 3 dicembre del 1992; un ingegnere britannico, Neil Papworth, le inviò da un computer a un cellulare, su rete Vodafone. Fu il primo sms della storia. All'epoca i cosiddetti telefonini non erano poi tanto piccoli, erano molto meno diffusi rispetto ad oggi, e soprattutto si usavano proprio per telefonare. Nel '93 ci fu il primo scambio di sms tra due cellulari, e a quel punto la rivoluzione della comunicazione mobile era avviata. L'anno scorso, a dicembre, questo primo sms è stato messo all'asta da Vodafone come NFT, token non fungibile; ha fruttato circa 107mila euro, destinati a essere devoluti in beneficenza. Chi se lo è aggiudicato ha ricevuto una cornice digitale con il codice utilizzato all'epoca per inviarlo. Sms sta per short message service; il fatto che si trattasse di messaggi brevi, con un numero limitato di caratteri disponibili, modificò la scrittura, con l'uso di abbreviazioni, la ridefinizione di molte parole, le riflessioni degli studiosi sulle possibili influenze sulla lingua. Ed emerse anche un'altra necessità, quella di rendere gli stati d'animo e le emozioni, compito che era già stato demandato, su internet, alla punteggiatura, grazie alle cosiddette emoticon: un messaggio scherzoso, una strizzata d'occhio con un sorriso, si chiudeva con un punto e virgola trattino parentesi chiusa. Oggi, trent'anni dopo, è un altro mondo. Sugli smartphone si usano app di messaggistica istantanea, si sono moltiplicate le immagini per rendere graficamente le emozioni. Ma gli sms ancora esistono e resistono, e sono passati trent'anni da quel primo, storico, Merry Christmas.