Il rapporto

Startup, in Piemonte crescono ma sono fragili

Quinta edizione dell'Osservatorio di Torino Finanza. La vita media, per aziende ad alto rischio di impresa, è inferiore rispetto alle altre regioni del Nord

Il sistema delle startup in Piemonte cresce, ma è indietro rispetto alle altre regioni del Nord Italia. I dati del quinto rapporto dell’Osservatorio del Comitato Torino Finanza della Camera di commercio evidenziano una difficoltà delle giovani società innovative piemontesi a trasformare i progetti di impresa in ricavi. 

In regione le startup innovative, che rispondono cioè a determinati criteri e sono iscritte all'apposito registro nazionale, sono a oggi 792 (790 al momento della realizzazione del rapporto). 

L'Osservatorio ha evidenziato anche dieci casi di successo, come la Tompoma di Villadossola e l'Atelier Riforma di Torino. La prima realizza stampelle altamente tecnologiche, la seconda si occupa del recupero di materiali tessili. Hanno avuto un'evoluzione simile negli ultimi mesi: hanno depositato nuovi brevetti e raggiunto l'accordo per la partecipazione da parte di grosse aziende.

L'impatto sulla produzione regionale delle startup innovative piemontesi è molto basso, lo 0,3 per mille. Ma l'impatto vero si vedrà tra qualche anno, dai risultati delle società sopravvissute. 

La mortalità precoce è normale per queste imprese ad alto rischio, ma in Piemonte l'indice di “anni di sopravvivenza garantita” è basso, 1,9 contro i 5,4 del sistema del nord Italia. Questa fragilità finanziaria è il tallone d'Achille del sistema regionale, sottolinea Vladimiro Rambaldi, presidente del comitato Torino Finanza.

Servizio di Ludovico Fontana, montaggio di Tiziana Samorì
Interviste a Renato Brignone, fondatore Tompoma, Vladimiro Rambaldi, presidente Comitato Torino Finanza, e Elena Ferrero, co-fondatrice Atelier Riforma


 

 

 

 

“Essere startup da un punto di vista dei tempi decisionali è fantastico, è tutto molto veloce, però è anche molto rischioso perché la startup non ha le spalle grosse”, 
Ma l'azienda di Villadossola fondata da Renato Brignone, che ha ideato una stampella altamente tecnologica, oggi corre meno rischi, grazie all'ingresso di una grossa azienda
questo ci ha dato solidità, ma ha rallentato i tempi di innovazione noi abbiamo già DEPOSITATO DUE NUOVI BREVETTI, i trempi non sono più gli stessi da quando siamo partecipati da una grossa compagnia
Lo stato di salute delel 790 startup innovative piemontesi, iscritte all'apposito registro nazionale, è monitorato dall'Osservatorio del Comitato Torino Finanza della Camera di commercio. La diagnosi nel'ultimo rapporto ha luci e ombre: sono cresciute di numero e di volujme, la produzione complessiva è passato in 4 anni da 6 a 46 milioni di euro, ma l'indice di anni di sopravvivenza garantita è più basso rispetto al Nord Italia: 1.9 contro 5.4. La velocità è tutto, nella fase iniziale
quindi questo vuol dire che le startup devono essere più veloci a sviluppare le loro idee e quindi prepararsi a nuovi round di investimento
Il rapporto ha preso in considerazione dieci casi di successo, che sono andati controcorrente. Come l'azienda torinese co-fondata da Chiara Ferrero, che ha depositato il brevetto della sua tecnologia di recupero di rifiuti tessili, e trovato grosso un investitore internazionale
i prossimi passi sono quelli di lanciare lo sviluppo della nostra tecnologia