Incontri separati con la Fiom-Cgil

Rinnovo del contratto Stellantis, trattative in alto mare

Continuano le discussioni tra il gruppo e i sindacati: ancora da affrontare il nodo retribuzioni, con la richiesta di un aumento medio di 153 euro al mese. I tavoli proseguono su organizzazione del lavoro e sicurezza

All'apertura delle trattative l'auspicio era di chiudere in fretta, per dare un po' di ossigeno ai lavoratori colpiti da inflazione e caro bollette. A distanza di un mese invece la discussione è ancora a metà strada. Nei primi sei incontri tra Stellantis e le organizzazioni sindacali che hanno firmato il contratto collettivo specifico, che ha sostituito quello nazionale, sono stati affrontati alcuni aspetti preliminari: nella mattinata di oggi si è parlato dell'organizzazione del lavoro, con l'intenzione di normare in modo più preciso lo smart working, mentre in precedenza si erano affrontate gli aspetti relativi a salute e sicurezza.

Sono ancora da affrontare il nodo delle relazioni industriali e, soprattutto, quello degli aumenti salariali: la richiesta dei sindacati è di un aumento di 153 euro medi mensili a partire dal 2023. Un incremento di cui beneficerebbero i 68mila addetti del gruppo in tutta Italia.

Proseguono a parte le trattative con la Fiom-Cgil, che non ha firmato il contratto collettivo, e che si incontrerà con l'azienda nel pomeriggio. Il sindacato di Landini ha chiesto di riconoscere ai lavoratori, oltre agli aumenti in busta paga, una mensilità aggiuntiva, ma soprattutto chiede di rivedere le norme che regolano il diritto di sciopero.

In ogni caso, per la conclusione della trattativa bisognerà aspettare il nuovo anno: i prossimi tavoli sono stati convocati per il 12 e 13 dicembre per poi riprendere il 20 gennaio.