Val di Susa

Neve e gelo non fermano il flusso di migranti verso la Francia: le testimonianze

Ogni anno circa 15mila persone tentano di attraversare il confine, per lo più di notte. Quest'anno già sei salvataggi del Soccorso alpino

La rotta continua ad essere battuta d’estate come d’inverno. L’Italia terra d’approdo per l’Europa. Il Piemonte via di passaggio verso la Francia. Claviere come frontiera per poter continuare il viaggio.

“Vengo dal Camerun, ho passato la frontiera e sono arrivato in Italia, ho superato tante difficoltà”, racconta un migrante ai nostri microfoni.

Molti per trovare un pasto caldo o un posto dove dormire dopo settimane o mesi di viaggio fanno tappa al rifugio fraternità Massi di Oulx, altri ci ritornano dopo essere stati respinti al confine. Qui ci si può fermare a dormire due notti, non di più. I posti sono 70, spesso sono pieni.

Ed è sempre di notte che molti si mettono in marcia per passare la frontiera, così da evitare i controlli della Gendarmerie francese.

Michele Belmondo, della Croce rossa italiana, responsabile del progetto Migralp: “Sono numerose le vie. Diciamo che in estate tendono a passare anche da sentieri in alta quota. D’inverno, con l’arrivo della neve e del freddo, la via tra Claviere e Montgenèvre è sicuramente una delle più percorse”.

I numeri sono quelli di un’emergenza che da anni è diventata quotidianità: circa 1.200 transiti al mese dalla Val di Susa verso la Francia, oltre 15mila all’anno.

“Ritengo – spiega don Luigi Chiampo, parroco di Bussoleno e responsabile del rifugio Massi – che ci sia bisogno di riappropriarsi dei valori dell’umanità. La legalità non va messa in discussione ma credo che l’umanità sia il fine e non la legalità. La legalità è uno strumento perché l’uomo possa riacquisire o riavere o avere la propria dignità”.

Quest’anno sono stati sei gli interventi del Soccorso alpino per salvare migranti in difficoltà. L’ultimo pochi giorni fa quando un uomo in ipotermia è stato ritrovato aggrappato a un albero sopra Bardonecchia.

Servizio di Marco Bobbio.

Interviste a: Michele Belmondo, Croce rossa italiana e responsabile progetto Migralp; don Luigi Chiampo, parroco di Bussoleno e responsabile rifugio Massi.