In dieci anni, pochi casi, quasi tutti in Medio Oriente

Mers, falso allarme

I flussi di persone per i Mondiali di calcio accendono paure sulla Mers. Ma il contagio tra persone è poco probabile, spiega l'epidemiologo Massimo Ciccozzi. Ci si ammala attraverso il contatto diretto con un animale infetto: cammello o dromedario.

Da quando abbiamo imparato a conoscerlo, nel 2012, il virus MersCov - sempre un coronavirus - è rimasto perlopiù in Medio Oriente. Ora torna a fare parlare di sè, dopo gli spostamenti dei tifosi per i mondiali di calcio. La letalità è molto alta. Nessun allarme, però. Il virus è molto meno contagioso di SarsCov2 e l'infezione tra persone è poco probabile. Ci si infetta soprattutto attraverso il contatto diretto con un animale infetto: cammello o dromedario, spiega Massimo Ciccozzi, docente di epidemiologia all'Università Campus Biomedico di Roma.

Servizio di Elena Cestino

montaggio di Benedetto Mallevadore

intervista  a Massimo Ciccozzi, epidemiologia Università Campus Biomedico