#Piemonte2022

Il 2022 è anche l'anno della rinascita di Pernigotti

Si è conclusa positivamente una vertenza durata quattro anni e che ha portato lo storico marchio di Novi Ligure sull'orlo del fallimento

Il 2022 di Pernigotti era iniziato sotto i peggiori pronostici e invece l'azienda più che centenaria è tornata a splendere nel firmamento del cioccolato italiano.

Questa è la vicenda di un marchio simbolo, dei suoi lavoratori, una cinquantina, e di chi li ha sempre sostenuti: non solo i sindacati, ma tutta la comunità di Novi Ligure.

Cento anni di storia, ma gli ultimi quattro un tormento. Da quando la proprietà turca di Pernigotti, Toksoz, annuncia la chiusura dello stabilimento e il trasferimento del marchio in Turchia. I lavoratori con i sindacati e i Novesi si oppongono. Inizia un estenuante tira e molla, condito da vari interventi dei Governi che si sono succeduti, senza che si arrivi mai a una soluzione.

Il 2022 quindi per Pernigotti inizia così: il piano di rilancio dello stabilimento in stallo, la produzione ferma, i dipendenti in cassa integrazione a zero ore, i sindacati sul piede di guerra e i Novesi che fanno quadrato attorno alla "loro" azienda simbolo, sostenendo i lavoratori anche economicamente.

A fine marzo un raggio di luce: escono allo scoperto ben due pretendenti. Il fondo americano Lynstone, di proprietà della banca Jp Morgan, e l'azienda cremonese Witor's. Con quest'ultima inizia una trattativa ma Toksoz la fa sfumare "adducendo delle complessità insorte nei rapporti con le maestranze e le organizzazioni sindacali".

Rimane in pista Lynstone, ma anche in questo caso il percorso non è senza ostacoli. Gli americani dicono di voler rilanciare il marchio tutelando tutti i posti di lavoro, ma pongono condizioni precise, tra cui una proroga di un anno della cassa integrazione. La risposta deve venire dal Governo ma a settembre le elezioni politiche rallentano il processo decisionale. Nel frattempo i lavoratori iniziano la produzione di dolci natalizi per preservare il valore dell'azienda.

Il 20 ottobre la dolce conclusione: Lynstone acquisice definitivamente la società novese. Pernigotti può cominciare a scrivere i suoi prossimi cento anni.