La cerimonia al memoriale

Rogo ThyssenKrupp, i familiari chiedono giustizia

Nel quindicesimo anniversario della tragedia i parenti delle vittime scrivono una lettera al Governo italiano: i manager tedeschi scontino la loro pena. Il sindaco Lo Russo: il sistema giudiziario va riformato

I parenti delle sette vittime del rogo della ThyssenKrupp di Torino chiedono ancora giustizia. Lo fanno con una lettera indirizzata al Capo dello Stato e al Governo: l'Italia si adoperi affinché tutti i condannati scontino la loro pena

Quindici anni dopo la tragedia, e dopo la conclusione del processo che nel 2016 portò alla condanna di sei manager, l'ex amministratore delegato  Harald Espenhahn, uno dei due condannati tedeschi, non ha mai trascorso un giorno in carcere in Germania: ha presentato ricorso alla Corte costituzionale tedesca per violazione del diritto di difesa, nel frattempo l'esecuzione della pena è sospesa. 

Alla commemorazione, al memoriale nel cimitero monumentale, la rabbia dei familiari. E l'amarezza di Antonio Boccuzzi, l'unico sopravvissuto. Per il sindaco Stefano Lo Russo, intervenuto alla cerimonia, è necessario riformare il sistema giudiziario in Italia.

Nel servizio le interviste a Rosina Demasi e Laura Rodinò, parenti delle vittime, Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto al rogo, e al sindaco di Torino Stefano Lo Russo