La consegna

Elettroshock e catene, donati a Collegno i "mezzi di contenzione" dei manicomi

La cerimonia a 52 anni dall'esposto che portò alla condanna per le violenze nella struttura. A Torino una mostra fotografica. E l'Università fa il bilancio sui primi dieci anni delle Rems, che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari

Da catene e e manette di ferro, usate nel Settecento e nell'Ottocento sulle persone rinchiuse dei manicomi, a un elettroshock recuperato in un mercatino con allegato anche il libretto di istruzioni. “Purtroppo hanno usato questa macchina non per curare ma per punire: una macchia indelebile per la psichiatria”, dice lo psichiatra torinese Annibale Crosignani, protagonista della stagione che portò alla chiusura dei manicomi dopo la legge Basaglia del 1978. 

Questi "mezzi di contenzione" sono ora patrimonio del Centro di documentazione psichiatrica dell'Asl To3 che ha sede nell'ex manicomio di Collegno. L'elettroshock è stato donato da Renzo Miglio, fotografo che in quella struttura vi lavorò come manutentore. 

La consegna avviene nei giorni in cui si ricorda l'esposto al Tribunale di Torino da parte dell'Associazione per la lotta contro le malattie mentali che il 14 dicembre del 1970 innescò il processo e poi la condanna dello psichiatra Giorgio Coda per i maltrattamenti sui pazienti a Collegno attraverso l'elettroshock.  

Le fotografie sul manicomio di Renzo Miglio sono ora esposte anche Torino, fino al 22 dicembre, nella sede dell'associazione Arcobaleno


Dagli anni Settanta furono chiusi i manicomi civili. Quelli giudiziari divennero Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), che da dieci anni sono stati sostituiti dalle Rems, residenze per l'esecuzione delle misure di pubblica sicurezza. Sono una trentina in Italia, due in Piemonte, a Bra e San Maurizio Canavese.

 Una nuova pubblicazione dell'Università di Torino ne traccia un bilancio fra luci e ombre. Fra le difficoltà: pochi posti a disposizione e lunghe liste di attesa. E dal Consiglio regionale, durante la presentazione del volume, arriva l'annuncio di una commissione d’indagine conoscitiva sui diversi aspetti della sanità penitenziaria.

Servizio di Ludovico Fontana, montaggio di Giancarlo Raviola