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A un anno dalla tragedia di via Genova si continua a morire nei cantieri

L'edilizia è spesso tristemente protagonista delle notizie di infortuni sul lavoro. Ripercorriamo i casi più recenti, a partire dal crollo della gru di via Genova, a Torino, che un anno fa causò tre vittime

Un anno dal crollo della gru di via Genova. L'allora arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, nel giorno dell'antivigilia di Natale in Duomo pronunciò l'omelia per i funerali di Filippo Falotico, la vittima più giovane, morto schiacciato da ferro e cemento insieme ai due colleghi Roberto Peretto e Marco Pozzetti. La foto simbolo della tragedia, a ritrarli tutti insieme su quel ponteggio maledetto.
L'edilizia al centro di quello che per Torino è uno dei più gravi incidenti sul lavoro della storia recente. La stessa edilizia che torna spesso nelle cronache degli infortuni. Soprattutto ora, con il boom del settore spinto dagli incentivi.

La caccia al bonus e superbonus sta facendo crescere ponteggi come funghi dove spesso manca manodopera qualificata e si rischiano infortuni perché molto personale non ha contratti del settore edile non fa formazione prima di salire su un ponteggio 

Immagini che diventano simboli. Che colpiscono e restano impresse. Qui a Rivoli, ottobre di quest'anno, sei piani di ponteggio che solo grazie agli alberi non sono crollati del tutto. Bilancio: tre lavoratori feriti, uno grave.

Ma l'elenco è lungo. Per averne prova basta spulciare tra le notizie locali.

A fine novembre a Bardonecchia il ponteggio di una palazzina è crollato a causa del vento. Quattro operai precipitati per tre piani, per fortuna per loro solo ferite non gravi.

Non è andata così a Roberto Ienco, 67 anni: caduto da un'impalcatura nel cantiere di un'altra ristrutturazione a Scarmagno, Torino. Morto dopo un mese di ricovero in ospedale.

Succede nei grandi cantieri strutturati, o che almeno dovrebbero esserlo, come questi o come quello di Collegno, dov'è in costruzione un supermercato e dove un mese fa sono precipitati due addetti ai lavori. Erano imbragati, uno ha tirato giù l'altro, per entrambi quaranta giorni di prognosi.

Ma succede anche nei cantieri più piccoli, qui a San Giorgio Monferrato: un operaio che stava riparando le tegole del tetto è caduto, morto sul colpo.

O come qui a Roascio, alta Langa monregalese, la vittima - un operaio - caduto da sei metri di altezza mentre ristrutturava questa casa, da solo.

E così a un anno da via Genova l'auspicio è uno solo, che la lezione sia servita. 

servizio di Manuela Gatti  montaggio Dario Fogu 
intervistato a 1'30'': Massimiliano Quirico, dir. rivista "Sicurezza e Lavoro" (intervista del 5/12/22)