L'analisi del virologo-

Varianti cinesi, impatto minimo in Europa

Secondo il professor Giovanni Di Perri, la nuova ondata di contagi in Cina potrebbe non essere così impattante alle nostre latitudini. L'intervista in diretta.

Tamponi obbligatori per chi arriva in Italia dalla Cina, Isolamento fiduciario con test finale per i positivi: l'Europa si prepara a misure comuni. C'è preoccupazione per l'ondata di Covid che sta attraversando la Cina. Intanto dalla conferenza stampa di fine anno della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arriva la notizia che dai primi 30 sequenziamenti effettuati sui passeggeri positivi, per ora non si sono riscontrate varianti diverse dalle nostre Omicron.

L'intervista di Laura De Donato al professor Di Perri

Professore, secondo lei quanto è alto il rischio della comparsa di nuove varianti in un grande paese come la Cina, e come proteggersi?

"Certamente un virus che circola attraverso milioni di persone ha la possibilità possibilità di combinare nuove varianti, che sono sempre in agguato.

La Cina però è un teatro molto diverso dal nostro, nel senso che si celano delle varianti secondo fattori di selezione che sono diversi rispetto all'Europa.

Noi siamo largamente immunizzati sia per la nostra ampia campagna di vaccinazione, condotta con vaccini efficaci ed estremamente migliori rispetto ai loro, sia per il numero enorme di immunizzazioni spontanee che si sono generate con la fortissima circolazione di Omicron nel 2022, in Europa.

La cina ha avuto una politica diversa: la popolazione è molto meno immunizzata per via della scelta dei “casi zero”, che hanno adottato fino a una ventina di giorni fa. Meno vaccini e più scadenti. Quindi vuol dire che la selezione delle varianti in Cina avviene secondo fattori molto diversi dai nostri".

L'Oms ha manifestato preoccupazioni che questa ondata possa allontanare la chiusura dell'emergenza pandemica, che era prevista per il 2023. E' così?

“Gestire la situazione di un miliardo e 400 milioni di abitanti è un problema non ignorabile dall'Oms, ma considerando che si parla di combinazioni di varianti Omicron, tutto sommato per paesi come il nostro la pericolosità clinica a livello individuale dovrebbe rimanere la stessa che abbiamo riscontrato in questi mesi”.