Il caso

La Juve vuole spostare il processo a Milano

Per i legali dei bianconeri l'accusa di false comunicazioni va discussa dove ha sede la Borsa. E nel ricorso fanno riferimento al caso Fonsai-Ligresti.


servizio Davide Lessi
montaggio di Marco Rondoni

Il processo non è neppure iniziato, ma la battaglia legale sì. La Juventus vuole spostare il procedimento a Milano. E per farlo ha già pronto un ricorso. Il tema è la competenza territoriale: chi deve occuparsi dei reati di cui la società bianconera è accusata? Per i legali che difendono Andrea Agnelli e gli ex vertici del club, la risposta è la procura milanese. In particolare per quanto riguarda l'accusa di aggiotaggio, cioè la diffusione di notizie false che avrebbero alterato il mercato. Il riferimento è a sabato 28 marzo 2020, pieno lockdown, quando il club dirama quel comunicato sull'accordo dei calciatori per la rinuncia a 4 mensilità di stipendio. Nei giorni successivi il titolo bianconero ha una fiammata e sale fino al +5 per cento. Se reato è stato, lo decideranno i giudici, ma la Juve vuole essere giudicata a Milano, dove ha sede la Borsa. Per i pm che hanno fatto partire l'inchiesta, invece, è Torino "a ospitare la sede della società, nonché il luogo in cui vengono materialmente assunte le sue decisioni". La battaglia è solo all'inizio.


In questi giorni difficili in casa bianconera è arrivata anche la notizia della scomparsa di lady Boniperti, Rosamaria Vergnano, la vedova dell'ex presidente onorario morto l'anno scorso. Di lei la leggenda bianconera una volta disse: "Due cose sono state fondamentali per la mia carriera: il talento e mia moglie Rosi".