I dati

Morire di lavoro, l'emergenza continua: 85 vittime in Piemonte

L'ultimo report dell'Inail segnala la crescita degli infortuni. Preoccupa il settore dell'edilizia. Il triste bilancio di un anno difficile

Di lavoro si continua a morire. In Piemonte più che in altre regioni in Italia, secondo i dati pubblicati nelle ultime ore dall'Inail. Dal primo gennaio al 30 novembre gli incidenti mortali sono stati 85. Praticamente un decimo di tutte le vittime in Italia che sono state 1006.  Dietro i numeri, storie e vite di una tragedia quotidiana: ogni otto ore un lavoratore muore.

Ed è l'edilizia che torna spesso nelle cronache degli infortuni dell'anno che finisce in queste ore. Anno di bonus e di incidenti mortali.  Gli infortuni denunciati nel settore sono cresciuti del 17 per cento. E l'incidenza dei decessi nel comparto edile si colloca al secondo posto dopo il comparto manifatturiero, conferma il Servizio Prevenzione e Sicurezza del Lavoro di Torino.

Basta ripercorrere le cronache di questi 12 mesi per fare diventare triste realtà questi dati. Rivoli, inizio ottobre, crolla un ponteggio: tre operai precipitano per 25 metri, tutti in gravi condizioni ma vivi per miracolo. Uno di loro uscirà dal coma solo dopo due settimane. Storia simile a fine novembre a Bardonecchia, dove il ponteggio crolla a causa del vento: quattro operai precipitati per tre piani, per fortuna solo ferite non gravi.

Fortuna che è mancata ad Antonio Pirisi, operaio di 60 anni che viveva a Verbania. E' stato travolto da un'auto mentre lavorava in un cantiere stradale. Un'incidente avvenuto a poche ore da Natale. Un altro caro che è uscito di casa per andare a lavorare ma non è mai più tornato. 

 

servizio di Davide Lessi
montaggio di Giancarlo Raviola