Nell'alessandrino

Peste suina, primo caso a Visone

Il piano di abbattimento non decolla. Coldiretti: nel 2022 abbattuti meno capi che nel 2021

La peste suina. Da un lato salgono i nuovi contagi tra i cinghiali, dall'altro il programma di abbattimenti non decolla. I capi abbattuti quest'anno sono, anzi, meno di quelli dell'anno scorso, dice Coldiretti. Che lunedì a Torino incontrerà la Città metropolitana proprio per capire come intervenire.

Nel basso Piemonte si registrano due nuovi casi di peste suina, uno - per la prima volta nel comune di Visone - e l'altro a Grondona, sempre nell'Alessandrino. L'allarme sulla diffusione della malattia tra i cinghiali resta alto. Anche per questo cresce la rabbia tra allevatori e agricoltori sugli scarsi risultati legati agli abbattimenti programmati.
 

Ai costi legati ai danni ai campi causati dai cinghilali nell'ultimo anno si è aggiunta la preoccupazione per la peste suina: i chilometri di rete metallica installati questa estate - secondo gli allevatori - non sono bastati a contenerne la diffusione. 


E anche il commissario alla peste suina per Liguria e Piemonte, Angelo Ferrari, negli ultimi giorni ha manifestato la necessità di un cambio di passo. L'ipotesi delle sue dimissioni potrebbe essere un modo per manifestare anche al governo questa necessità. Dall'entourage del commissario non arrivano conferme, ma il concetto che per sconfiggere il morbo servano investimenti è condiviso.


Coldiretti chiede un intervento della Città metropolitana per sbloccare le autorizzazioni degli agricoltori che hanno preso il porto d'armi per proteggere i loro campi. I cacciatori non bastano 

intervista a Bruno Mecca Cici, presidente Coldiretti Torino