#Piemonte2022

Il viaggio di Bagnaia, da Chivasso al trionfo mondiale

Nel 2014 Pecco lascia la sua città natale per raggiungere l'Academy per piloti di Valentino Rossi. Nel 2022 il titolo iridato, frutto di un'incredibile rimonta sul francese Quartararo. Ma lui non dimentica le radici e chi gli è stato accanto

Un cammino lungo 8 anni. Scegliere di partire, di lasciare casa, gli amici, i genitori, il proprio mondo. Per inseguire un sogno diventato realtà il 6 novembre. Francersco Bagnaia con il titolo mondiale ha coronato un percorso nato ad inizio 2014 quando lasciò Chivasso per raggiungere l'Academy di Valentino Rossi. Ed è tornato con un numero 1 dorato sul cupolino della sua ducati Desmosedici.

Del 2022 per Pecco oltre al titolo resterà il carattere che gli ha consentito un recupero prodigioso in campionato dopo la caduta in Germania: dal -91 da Fabio Quartararo al +23 sul francese alla vigilia dell'atto conclusivo di Valencia. In mezzo ci sono stati 8 podi in 10 gare, cinque trionfi di cui quattro consecutivi ed una simbiosi perfetta con la sua Ducati numero 63. Il 6 novembre, giorno del titolo Mondiale, erano in tanti per Nuvola Rossa, tra Valencia ed i tre mondi di Pecco: Pesaro, dove abita, Borgo Panigale, la casa di Ducati, Chivasso, la sua città che torna a respirare aria di motorsport dopo l'epopea Lancia. Nel 1962 nacque l'impianto da cui presero vita alcune icone assolute del rally mondiale, dalla Fulvia HF alla Stratos fino alla Lancia Delta.

A sostenerlo nel suo cammino il suo capo nonché quasi compaesano: Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse. Un vicino di casa, se così si può dire. Cresciuto a Castiglione Torinese, 13 chilometri da Chivasso. Un elemento che è anche continuità per Pecco, descritto dai suoi concittadini come un ragazzo normale, che non dimentica le sue radici, protetto dall'affetto di chi lo ha visto crescere e lo ha seguito nella sua scalata fino alla vetta più alta del motociclismo.

Nel servizio l'intervista a Francesco Bagnaia, campione Moto Gp