Dopo anni di cassa integrazione, i 400 dipendenti sono stati licenziati

Verso il patteggiamento per la vicenda Embraco

I vertici di Ventures, che aveva rilevato lo stabilimento di Riva di Chieri, in tribunale: sono accusati di bancarotta fraudolenta. L'ipotesi di tre anni di reclusione ma nessun risarcimento. Critici gli avvocati di sindacati e lavoratori

Tre anni di reclusione ma nessun risarcimento. È questa l'ipotesi di patteggiamento, che ha già il consenso della procura, avanzata dai legali dei vertici di Ventures per chiudere la vicenda Embraco: sono imputati per bancarotta fraudolenta perché avrebbero intascato parte dei 20 milioni di euro destinati a far ripartire la produzione nello stabilimento di Riva di Chieri senza però iniziare mai i lavori. E i 400 lavoratori, dopo anni di cassa integrazione, sono stati tutti licenziati.

In tribunale, l'inizio dell'udienza preliminare e la richiesta di costituzione di parte civile di sindacati e lavoratori: la prossima udienza il 3 marzo. Se il patteggiamento venisse accettato dal giudice sarà anche l'ultima.

A far scattare l'inchiesta è stato un esposto di lavoratori e sindacati. Ventures aveva infatti rilevato lo stabilimento da Whirlpool con un piano industriale firmato al inistero dello Sviluppo economico: prevedeva la realizzazione di robot per la pulizia di pannelli fotovoltaici. Ma dopo anni di promesse mancate e progetti mai avviati nel 2020 la Ventures è stata dichiarata fallita lasciando i lavoratori in mezzo a una strada.

Servizio di Marco Bobbio, montaggio di Giancarlo Raviola. Interviste a Enzo Martino, avvocato dei lavoratori, Andrea De Carlo, avvocato della Uilm-Uil, e Elena Poli, avvocata della Fiom-Cgil.