Fallisce il progetto BritishVolt, ora anche Scarmagno trema

In Amministrazione controllata la società britannica di Lars Carlstrom, l'imprenditore che vuole creare una gigafactory da 3mila dipendenti, ItalVolt, nel Canavese

Fallisce il progetto Britishvolt, nel nord dell'Inghilterra, dove doveva sorgere una imponente fabbrica di batterie destinate alle auto elettriche. Per mancanza di fondi, l'azienda è finita in amministrazione controllata e i circa 300 dipendenti sono stati licenziati dall'oggi al domani.

La faccenda riguarda il Piemonte perché si tratta del progetto gemello di quello che dovrebbe prendere il via nel Canavese, dove un analogo stabilimento dovrebbe essere realizzato sul terreno del vecchio stabilimento Olivetti di Scarmagno. Dietro infatti c'è il medesimo imprenditore, lo svedese Lars Carlstrom. Che prima ha avviato appunto la startup nel regno unito - sulla quale avrebbe anche ottenuto un sostegno di cento milioni di sterline da parte del governo britannico - e poi, dopo aver lasciato l'impresa in mano a un socio, si è spostato in Italia replicare l'operazione, fondando Italvolt.

Appena due giorni fa Italvolt ha annunciato un accordo con l'azienda israeliana StoreDot, per la quale dovrebbe in futuro produrre batterie. Resta però il nodo dei fondi. Carlstrom è partito con un capitale di appena 10 milioni, poco meno della metà dei quali spesi per acquisire il terreno. A fronte di un investimento necessario previsto di tre miliardi e 400 milioni. Come partire per una spesa di 3400 euro avendone in tasca dieci. Più volte ha annunciato l'imminente arrivo di investitori, che finora però non sono arrivati. I lavori avrebbero dovuto partire a fine 2022 ma al momento è ancora tutto fermo.