Fine dell'era Andrea Agnelli

Come sarà la nuova Juve di Ferrero e Scanavino

Giovani, talent scouting e contenimento dei costi: sono le strategie che trapelano dalle prime parole della dirigenza appena insediata. Occhio a Rabiot. Cherubini resta fino a giugno, ma è caccia a un nuovo DS. E Allegri? Dipenderà dai risultati

Nasce la nuova Juve di Ferrero e Scanavino. Dimenticatevi gli acquisti altisonanti, da Higuain a Cristiano Ronaldo. O le aste per un De Ligt o un Kulusevski. Scordatevi i parametri zero con stipendi folli alla Rabiot e Ramsey. Seppellite l'idea di prendere campioni sull'orlo della pensione. La nuova Juve di Ferrero e Scanavino, con ogni probabilità, sarà tutta diversa: giovani fatti in casa; talent scoutung in giro per il mondo; contenimento dei costi per quanto riguarda i rinnovi. A fiutare l'aria per prima deve essere stata Veronique, la mamma di Rabiot, avvistata a colloquio con Cherubini: si parla di rinnovo, ma niente aumenti, potrà considerarsi soddisfatta se la nuova dirigenza confermerà l'attuale ingaggio di 7 milioni di euro all'anno. Mercato di gennaio chiuso a doppia mandata. 

La Juve dei giovani

Sullo sfondo, sempre loro, i giovani: la Juve di domani sarà la Juve dei Fagioli, degli Iling-Junior, dei Miretti e dei Soulè. Un assaggio, già contro il Monza in Coppa Italia. Federico Cherubini resterà in carica fino a giugno, ma per il prossimo anno potrebbe esserci un nuovo direttore sportivo: si fanno già i nomi dell'attuale DS del Milan, Frederic Massara, e dell'ex granata Gianluca Petrachi. Più complicato soffiare Giuntoli al Napoli. E Massimiliano Allegri? Dipenderà dai risultati. In caso di quarto posto e valorizzazione dei giovani, il suo contratto pesante - altra eredità dell'era Agnelli - sembra metterlo al sicuro. Intanto, però, c'è la battaglia giudiziaria che incombe: il 20 gennaio, a Roma, con la possibile riapertura del processo sportivo sulle plusvalenze; e poi il 27 marzo, a Torino, l'udienza preliminare per il possibile rinvio a giudizio.