Torino

Arrestati 87 spacciatori in Barriera e subito rilasciati. La procura: "Scarcerazioni troppo facili"

La procura di Torino farà ricorso contro la concessione a 12 spacciatori dell'obbligo di firma. Per la legge il reato è lieve ma i cittadini chiedono più severità

Dieci mesi di indagini in uno dei quartieri più problematici di Torino, Barriera di Milano. Un'ottantina di spacciatori arrestati, più della metà in flagranza di reato. Un chilo di cocaina e mezzo chilo di eroina sequestrati, oltre a cinquantamila euro in contanti. Risultato finale della grossa operazione: 12 obblighi di firma e divieti di dimora decisi dal giudice per le indagini preliminari. Contro questa sentenza del tribunale di Torino la procura farà ricorso.

E' l'effetto del contrasto interpretativo nei palazzi di giustizia sull'attuale legge che considera lo spaccio di strada nella gran parte dei casi reato di lieve entità, per il quale non è prevista la custodia cautelare in carcere ma eventualmente ai domiciliari. Solo che la gran parte delle persone sospettate, di nazionalità nordafricane, non ha una dimora. Di qui la decisione dell'obbligo di firma e la scontentezza dei cittadini che invocano l'intervento delle istituzioni.

Nella lunga inchiesta coordinata dalla Procura, la polizia ha setacciato le strade che ogni giorno sono elencate negli esposti di abitanti esasperati. Lo spaccio a tutte le ore, il territorio presidiato da sentinelle che si muovono agilmente in bicicletta e in monopattino nonostante i controlli continui. Eccone un esempio. Nel video amatoriale arrivato in redazione si vedono le forze dell'ordine al lavoro su quella che gli inquirenti hanno definito una "vera e propria piazza dello spaccio"  documentata per settimane dalle telecamere di videosorveglianza.