La sentenza

Glovo sconfitta di nuovo in tribunale, quello dei riders è lavoro subordinato

I giudici non hanno però accolto altre due richieste dei ciclofattorini su sicurezza e trasparenza dell'algoritmo

Contenta sì, ma in una piccolissima parte. Perché è stato riconosciuta solamente la subordinazione ma in realtà i punti fondamentali sono anche i rischi sulla sicurezza e per la privacy, il danno dell'algoritmo”. 

Sebbene incompleta, è una vittoria. La seconda in tribunale a Torino. Un altro passo avanti per i ciclofattorini verso l'auspicato addio al cottimo. I giudici hanno dato ragione a otto riders di Glovo - tra loro c'è Luna Mezzanotte - che avevano presentato ricorso per essere riconosciuti come lavoratori subordinati. Riceveranno un indennizzo per colmare il tempo trascorso davanti alla APP tra una consegna e l'altra: 

“Cambierà la nostra vita essere irconosciuti come subordinati? Sì ma solamente per alcune persone. Io vorrei che fosse esteso direttamente a chiunque si mette in bici e pedala per consegnare del cibo sotto il caldo, sotto la pioggia in qualsiasi condizione meteorologica”.

Glovo ha annunciato il ricorso in appello. Farà lo stesso anche la legale dei riders, Giulia Druetta, per i punti non accolti dai giudici. C'è poi una battaglia nella battaglia. Quella - riconosciuta la subordinazione - sul contratto da applicare.

“Da parte del Tribunale di Torino è già stata la seconda volta che viene richiesta l'applicazione del ccnl del terziario distribuzione e servizi - spiega Lorenzo Montanari, Salng Usb -. Noi invece crediamo che il ccnl da applicare sia solo uno: quello della logistica.  Porterebbe sicuramente un trattamento differente in materia di sicurezza sul lavoro e sanitaria. E soprattutto va anche ad aumentare quello che è il salario del lavoratore ”.