Calcio e giustizia

Inchiesta Juve, ecco quale sarà la strategia difensiva

Il nuovo ad Maurizio Scanavino: "Contro di noi giustizia iniqua e sommaria". La memoria presentata in Figc delinea la linea legale della società

Una Juventus "pronta a tutto". Per difendersi da quella che il nuovo amministratore delegato Maurizio Scanavino ha definito  "una giustizia iniqua e sommaria". Parole dure, pronunciate prima della partita contro l'Atalanta e riportate dal sito bianconero.

Parole dure e chiare. Come quelle scritte nella memoria difensiva bianconera. Oltre 70 pagine, firmate dai tre legali (Bellacosa, Sangiorgio e Apa).  Pagine da cui emerge quale è stata e quale sarà  la linea difensiva della Juve. Una strategia che si basa su due pilastri. Il primo è il principio "ne bis in idem", vale a dire il divieto di un secondo giudizio sugli stessi fatti: la Juve, che era già stata prosciolta con altre società sul caso plusvalenze, ritiene inammissibile la riapertura del caso. Il secondo principio è quello dell'assenza di di una norma nel diritto sportivo che regoli le prestazioni  dei giocatori. Tradotto: impossibile stabilire se il valore di mercato dato a un calciatore sia "vero" o "falso".

Due argomentazioni che però non hanno convinto la Corte d'appello della Figc. Che non solo ha riaperto il caso ma ha anche condannato la Juve a quei 15 punti di penalizzazioni in classifica che tanto fanno discutere.  Entro una settimana saranno pubblicate le motivazioni e poi la società bianconera avrà un mese di tempo per fare ricorso al collegio di garanzia del Coni. Ma i primi effetti della sentenza si fanno già sentire: oggi alla riapertura dei listini il titolo è crollato in Borsa.