Serie A

Napoli-Juventus, i commenti del giorno dopo: ecco dove i bianconeri hanno perso

Allegri schiera Chiesa a destra, ma senza aggressività è un autogol. Kvaratskhelia e Mario Rui se lo mangiano, idem Politano e Di Lorenzo con Kostic. In difesa, Danilo e Alex Sandro si allargano e creano una voragine in mezzo. Che Bremer aggrava

Napoli-Juve, i commenti. Dove eravamo rimasti. Le 8 vittorie consecutive senza subire gol avevano illuso un po' tutti in casa Juve. Il risveglio non poteva essere più brusco. “Non avevamo energia, altrimenti non avremmo preso il primo e soprattutto il secondo gol. Poi dopo il terzo è crollato il mondo addosso”.  Massimiliano Allegri ne fa una questione di energia, oltre che di un Napoli stellare. Ma forse, c'è di più. La Juventus è scesa in campo con un 3-5-1-1, Max a sorpresa ha schierato Chiesa a destra. Un modulo che può funzionare solo se si aggredisce l'avversario. Altrimenti, sono dolori. 

Spalletti vince sulle fasce

Perché la Juve, sulle fasce, è stata sistematicamente surclassata. Chiesa, nel primo tempo, soccombe davanti a uno straripante Kvaratskhelia, sostenuto da un sempre ottimo Mario Rui. E la stessa cosa succedeva, dall'altra parte, con Kostic di fronte a Politano e Di Lorenzo. A questo punto, è scattato un devastante effetto-domino per la Juve. Perché due dei tre dietro, Danilo e Alex Sandro, che in natura sono dei terzini, tendevano ad allargarsi. Lasciando in mezzo il solo Bremer a tamponare paurose voragini. Il brasiliano vittima, ma anche autore di una partita disastrosa. E Osimhen ha fatto quello che ha voluto.

Questione di cuore

Il cambio modulo di Allegri, il passaggio al 3-4-3 con Chiesa a sinistra e McKennie a destra in contenimento, ha inizialmente dato buoni risultati, con il gol di Di Maria. Ma è stato insufficiente. Nemmeno un tiro in porta nel secondo tempo, e squadra che si scioglie sul 3 a 1. Non è la prima volta e non è un caso per una Juve, forse, troppo speculativa, troppo razionale. E invece quel motto, "fino alla fine", richiede più cuore che cervello.