Torino

Pronto soccorso in affanno, una soluzione dalla sanità territoriale

Potenziare case e ospedali di comunità e centrali operative territoriali può alleviare i carichi di lavoro di chi lavora nei PS, presi d'assalto in queste settimane di picco influenzale

Pronto soccorso pieni, attese infinite e pazienti in barella per giorni prima del ricovero.

La sanità regionale è una catena con molti anelli, e quello più debole sono proprio i Pronto Soccorso, che devono gestire flussi continui e imprevedibili, sia in entrata, sia in uscita. All'ospedale San Giovanni Bosco come altrove in tutto Piemonte.

Da una parte insomma le maglie della rete di medicina territoriale - medici di famiglia assenti in questo periodo di festività e guardie mediche che non riescono a gestire i pazienti - dall'altra gli ospedali che dovrebbero gestire il flusso in uscita ma che si riempiono in fretta.

La proposta della sanità regionale è quella di implementare una medicina intermedia, case e ospedali di comunità e centrali operative territoriali, per potenziare la medicina sul territorio e diminuire il carico dei pronto soccorso.

Nel servizio l'intervista a Gianluca Ghiselli, direttore sanitario Asl azienda 0