Studenti in Serie A

Cus Torino, rugby da Top 10

La squadra, al debutto nel massimo campionato, è composta per l'80% da studenti universitari. Un progetto seguito con grande attenzione

Non esiste maltempo per un giocatore di rugby. Sole, pioggia, freddo, neve. Niente puo' fermare i colossi della palla ovale. Vale anche per i 38 gladiatori del Cus Torino, al debutto quest'anno nel massimo campionato italiano, la top 10. Un percorso iniziato nel 2007 e che ha toccato il suo apice il 20 novembre con la prima, storica vittoria tra i grandi: 11 a 27, sul terreno del Mogliano Veneto. Un successo ancora più prezioso perché conquistato da una squadra composta per l'80 per cento da studenti universitari: ragazzi che si dividono tra terreno di gioco e libri: allenamento dalle 9.30 alle 11 all'Albonico di Grugliasco, studio e poi ritorno in campo alle 19.30. Quello di Torino è un progetto che ha ricevuto il plauso della Federazione: impegnarsi nella carriera agonistica con uno sguardo rivolto al futuro. Con un dato: in 15 anni di attività nessun atleta laureato è rimasto disoccupato.

[Salvatore Fusco, responsabile rugby Cus Torino: l'obiettivo è permanere per dimostrare che questo modello è sostenibile e può competere in top ten e sopratutto per riportare la percentuale di universitari al 100 per cento sec 11]

Italia, Sudafrica, Australia, Argentina. Sono tante le nazionalità unite nel nome del rugby, dalla panchina al campo. Allenare degli studenti è una sfida in più, decisamente appagante.

Il bugdet stagionale è di 500.000 euro, sei volte più basso rispetto alle corazzate del campionato. In più per partecipare alla top 10 è stato necessario investire 200.000 euro per il nuovo l'impianto d'illuminazione nonché nella torretta tv e nel sistema TMO, il Var del rugby. Per quest'anno è stata concessa la deroga per la copertura della tribuna. Un impegno estremamente gravoso per una società, unica nel campionato, priva di uno sponsor principale. Eppure l'unicità del progetto CUS Torino riesce ad attirare giocatori che vogliono buttarsi a capofitto in un'esperienza straordinaria. E' il caso dell'estremo Edward Reeves e di un nuovo arrivato per quest'avventura in Top 10, la terza linea centro australiana di origine samoana George Noa.

Da questa stagione non si chiede altro che la salvezza, per coltivare al meglio il sogno.

Immagini di Guido Cravero. Interviste a Salvatore Fusco, responsabile rugby del Cus Torino; Lucas d'Angelo, direttore tecnico e capo allenatore; Edward Reeves, estremo; George Noa, terza linea centro.