L'80% delle donne affette da endometriosi ha forti dolori mestruali

Ciclo doloroso: non è una scusa, e può essere sintomo di endometriosi

La dismenorrea - ultimamente salita alle cronache per il congedo di due giorni al mese concesso alle ragazze da qualche liceo italiano - è un fenomeno che spesso nasconde patologie non diagnosticate e pericolose per la fertilità delle donne.

Dolori continui, e un malessere diffuso che porta ansia, depressione, calo dell'attenzione, insonnia, diminuzione dell'appetito e affaticamento. Non è una scusa, si chiama dismenorrea, disturbo collegato al ciclo mestruale. A livello primario, ossia fisiologico, è una normale reazione a ciò che accade nell'organismo: il crollo ormonale che induce il flusso provoca vasodilatazione e contrazione dell'utero, ma libera anche citochine, sostanze pro-infiammatorie che stimolano le fibre sensibili della cavità pelvica. L'organismo percepisce un dolore generalizzato tra utero, schiena e apparato gastrointestinale. Un dolore fisiologico, detto "adattativo": significa che l'organismo si prepara ad auto-proteggersi. In molte donne invece il dolore pelvico diventa cronico e dunque patologico. Nella dismenorrea secondaria vengono ipersollecitati non solo neuroni ma anche mastociti e microglìa, cellule della pelvi che mantengono attiva l'infiammazione. Un dolore amplificato, che non risponde agli analgesici tradizionali. E da "ascoltare", perché spesso collegato a patologie come l'endometriosi, diagnosticata anche con 6 anni di ritardo dalla comparsa dei sintomi: una malattia che mette a rischio la fertilità. 

L'intervista a Flaminia Coluzzi, docente di Anestesia e terapia del dolore Università La Sapienza Roma. 

Montaggio Dario Fogu.