Il rapporto Legambiente Ecosistema Scuola analizza 5.616 edifici scolastici

La scuola fragile: quella italiana bocciata in sicurezza e risparmio energetico

Poche eccellenze, tanti edifici vecchi e un enorme divario nord/sud e centro/periferie. Il 39% degli istituti è in classe energetica G, la peggiore. Legambiente suggerisce livelli minimi di assistenza, come per la sanità pubblica.

Ristrutturazioni ed efficientamento energetico, che tanto successo hanno avuto nell'edilizia privata, arrancano nel mondo della scuola. Fondi e bonus sono di meno, è vero, ma spesso i pochi soldi vengono usati male, e non bastano a colmare tutte le carenze. Colpa di burocrazia e cantieri lunghi in media 1 anno, fino a 2 al sud. E così la scuola italiana rimane un insieme di edifici vecchi e insicuri, colabrodi energetici, con un enorme divario tra Nord e Sud, centri e periferie. Il 22esimo rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente analizza 5.616 edifici scolastici frequentati da oltre 1 milione di studenti, e disegna una scuola sempre in bilico tra poche eccellenze e una media di edifici sotto i livelli minimi di sicurezza. Il 30% necessita ancora di interventi di manutenzione straordinaria. Dato che al Sud sale al 36%, e nelle Isole al 53%. Voti bassi anche in efficienza energetica. Solo il 17% delle scuole ha fatto interventi, e appena il 4% degli edifici è in classe A. Mentre la stragrande maggioranza, il 74%, è ferma alle ultime 3 classi energetiche. Il 39% in Classe G, la peggiore. E anche quando è il sud a eccellere - col 29% di impianti a energia rinnovabile contro il 20% del Nord - i vantaggi si perdono, perchè le nuove tecnologie si installano su edifici malridotti. Come nella sanità pubblica, bisognerebbe garantire dei LEA, livelli essenziali di assistenza. 

L'intervista a Vanessa Pallucchi, vicepresidente Legambiente. 

Montaggio Massimo Carnemolla.