Gli attori recitavano sott'acqua. Record della Winslet: 7 minuti in apnea

Effetto Avatar 2: miliardi di incassi e di effetti speciali

Il film record di questo Natale, viaggia verso i 2 miliardi di incassi nel mondo. Una miniera di segreti, tecnologie ed effetti speciali. Come funziona il Motion Capture, tecnologia "cuore" del film.

Il realismo fantastico di Avatar 2 gira attorno alla "motion capture", la possibilità di riportare i movimenti degli attori in un personaggio tridimensionale. Tecnica già nota, ma il salto di qualità del film è stata la capacità di aumentarne la potenza fino a cogliere le più impercettibili espressioni del viso, grazie a due microcamere e sensori facciali. Visione stereoscopica e ottiche a più prismi, per mappare la struttura della pelle con dettagli infinitesimali, anche sott'acqua. Massima fluidità dell'immagine raggiunta grazie alla combinazione di 3D e riprese a 48 fotogrammi al secondo rispetto ai 24 standard. Poi c'è il fattore umano: una recitazione marcata, più leggibile dai sensori facciali. E poi le riprese sott'acqua, mai realizzate in tempi così prolungati. Dopo mesi di allenamenti professionali, il record in apnea è di Kate Winslet, 7 minuti e 15 secondi. La necessità di non avere bombole d'ossigeno era tutta tecnologica: le microbolle avrebbero disturbato le telecamere a infrarossi. Altissima tecnologia e fattore umano dunque, per rincorrere un sogno che esiste da quando c'è il cinema: trasformare la realtà in fantasia, e viceversa.

L'intervista a Riccardo Antonino, docente di Visual effects al Politecnico Torino.

Montaggio di Paola Bovolenta.