Serie A

Dopo Torino-Spezia, granata indecifrabili

La vittoria dei liguri sui granata, apparsi stanchi dopo la partita di Coppa Italia contro il Milan. In pochi giorni si è passati dall'esaltazione per l'impresa contro i rossoneri ai dubbi sulla consistenza della squadra

Torino-Spezia, il giorno dopo. Per buttare a mare la vittoria di coppa col Milan, lo Spezia era la squadra degli scogli fatta apposta, e il Toro pur dall'Olimpico c'è riuscito. Intanto perché assieme alla vittoria, in 120 minuti, c'era la stanchezza: han giocato gli stessi 10 undicesimi. Poi, come al solito, quando il Toro trova squadre di gamba, di calcio d'assalto uomo contro uomo, come lo Spezia, si capisce che non ha la classe per fare la differenza come è già successo con gli ultimi classificati del Verona. Brekalo, Pjaca, Belotti, Pobega e Praet avevano il tocco in più, adesso si cominciano a prendere le misure dei tocchi di Vlasic, il genio di Radonjic è tenuto in panchina dalla sua follia di dribbling persi che Juric teme. 

Clima crepuscolare

Insomma, il Toro è più debole della scorso anno ma ha all'incirca gli stessi punti. E tutto sembra quieto, Juric che mangia bile e si rassegna ad avere un squadra che ha come obiettivo il decimo posto anche se se la prende coi tifosi che allo stadio vanno in pochi. Toro 15esima squadra per spettatori il che contribuisce a questo clima crepuscolare senza tempeste ma dove piovigina acido. Dove si vuol vincere senza un centravanti, Sanabria dopo un paio di partite, in cui si parlava di una sua cessione, è tornato a interpretare il suo ruolo naturale di centravanti latitante. E dopo la delusione con lo Spezia si comincia con le illusioni del calciomercato.