Una vicenda dalle implicazioni giuridiche e politiche

"No al 41 bis, no all'ergastolo ostativo", presidio per Alfredo Cospito davanti al tribunale

L'anarchico è ancora in sciopero della fame. Si aggiungono Potere al Popolo e Rifondazione Comunista ai 38 firmatari della lettera in suo sostegno inviata a Roma. Intanto si indaga sul proiettile a firma "A" indirizzato al procuratore di Torino

No al 41 bis, no all'ergastolo ostativo. Lo chiedono Potere al Popolo e Rifondazione Comunista davanti al tribunale di Torino. Un appello che arriva a poche ore dalla lettera di 38 giuristi e intellettuali, dall'ex magistrato Gherardo Colombo al filosofo Massimo Cacciari a don Luigi Ciotti, inviata al Ministro della Giustizia.

Obiettivo, revocare il regime duro ad Alfredo Cospito, l'anarchico abruzzese rinchiuso nel penitenziario di Sassari e in sciopero della fame da ottanta giorni. 55 anni, è stato condannato per l'attentato all'amministratore di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, ferito nel 2012, e per gli ordigni esplosivi piazzati davanti all'ex caserma allievi carabinieri di Fossano nel 2006.

Per quest'ultimo episodio, che non causò vittime, la Cassazione ha ordinato ai giudici di secondo grado di rimodulare la pena. La Corte d'Appello, a inizio dicembre, ha infine rinviato gli atti alla Consulta per verificare la possibilità di attenuanti che potrebbero far cadere l'ergastolo. Cospito, col rifiuto del cibo, protesta proprio contro la richiesta del carcere a vita della procura di Torino e contro il 41bis, confermato dal tribunale di sorveglianza e motivato dal timore che Cospito mantenga - nel caso di comunicazioni con l'esterno in un regime ordinario - i legami col gruppo anarchico.

Una vicenda piena di implicazioni giuridiche e politiche che da settimane fa molto discutere. Ed è di ieri (ndr 8 gennaio 2023) la notizia di una busta con un proiettile indirizzata al procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo. A firma dell'intimidazione, la "A" di anarchia ora al vaglio degli inquirenti.