Energia

Italia e Algeria, non solo gas

Nuovi rigassificatori e raddoppio dei gasdotti. Gli accordi con l'Algeria chiedono tanta tecnologia e infrastrutture. In ballo l'indipendenza dal gas russo. Ma anche un futuro più sostenibile, con idrogeno verde prodotto nel deserto.

Una lunga storia di legami energetici, quella tra Algeria e Italia. Il paese africano da decenni si gioca con la Russia il primato di nostro fornitore di gas. Le prime forniture partirono nell'82, con l'attivazione del gasdotto Transmed, dopo l'intuizione di Enrico Mattei di guardare all'Africa come soluzione energetica. Oggi importiamo dall'Algeria - paese comunque geopoliticamente in sintonia con la Russia - circa 20 miliardi di metri cubi di gas, sui 76 che costituiscono il fabbisogno nazionale italiano. L'obiettivo italiano è diventare fulcro degli scambi energetici tra Africa ed Europa. Servono però tante infrastrutture e tecnologie: nuovi rigassificatori e raddoppi nelle strozzature dei gasdotti, come il Transmed algerino. Il piano italiano guarda anche una futura transizione energetica. 
L'intervista a Davide Tabarelli, presidente di Nomisma energia. 
Montaggio di Benedetto Mallevadore.