La geografia dei contagi in un Atlante presentato al Cnr

Covid, una fotografia italiana

L'epicentro europeo della pandemia in Lombardia: inquinamento, costante mobilità, alta densità abitativa hanno favorito la propagazione del virus. Carenze di servizi di medicina di base e RSA non protette hanno fatto da detonatore

La geografia del covid in Italia racconta le diverse fragilità dei territori. L'atlante della pandemia curato dalle università di Bergamo e di Cassino con trecento mappe disegna proprio l'andamento del covid nello spazio e nel tempo, in tutta la penisola. 
La prima ondata ha investito il Paese in modi diversi, con differenze addirittura tra province della stessa regione. L'epicentro, italiano ed europeo, è stato il territorio lombardo. Andrea Riggio, uno dei curatori dell'Atlante e docente di geografia all'Università di Cassino, spiega perchè: 
"Lì vive un quarto della popolazione italiana urbanizzata che pratica costante mobilità interna e internazionale, con flussi pendolari molto intensi".
Ma anche l'inquinamento e la scarsa qualità dell'aria hanno giocato un ruolo importante per la diffusione del covid nella pianura padana. 
A favorire i contagi, anche altri aspetti: la carenza di servizi di medicina di base e territoriale e anche la gestione delle RSA.
La mappatura delle ondate pandemiche traccia anche le priorità per il futuro: per le prossime pandemie occorre un approccio transdisciplinare, non può essere affrontato solo l'aspetto medico, secondo Riggio.
 

Servizio di Elena Cestino

montaggio di Tiziana Samorì

intervista ad Andrea Riggio, geografia Università di Cassino