Militò in bianconero tra il 1958 e il 1970

Addio a Ernesto Càstano, storico capitano e allenatore bianconero

Fu uno dei protagonisti dell'inaspettato scudetto della "Juve operaia" del 1967. E campione d'Europa, con l'Italia, un anno dopo.

Per gli juventini, prima del "5 maggio", c'era il "1° giugno". Campionato 1966-67, ultima giornata: Juve e Inter si contendono il tricolore. Un campionato dominato dai neroazzurri, un punto avanti. Ma, ad inseguire, c'era la "Juve operaia" di Heriberto Herrera: HH2, il profeta del "movimiento". Forza atletica e collettivo. Succede di tutto, quel 1° giugno. L'Inter cade inopinatamente a Mantova per una papera del portiere Sarti. La Juve, invece, batte 2 a 1 la Lazio, spedendola in Serie B. Juventus campione d'Italia, uno degli scudetti più belli della sua storia: c'erano Del Sol, Menichelli, Salvadore e Cinesinho. Ma il capitano era un libero d'acciaio, come quella squadra: Ernesto "Tino" Càstano. Scomparso oggi, ad 84 anni. Era nato a Cinisello Balsamo, la maglia della Juventus come una seconda pelle: dal 1958 al 1970. Con l'Italia fu campione d'Europa nel '68: c'era anche lui, nella famosa semifinale contro l'Unione Sovietica, vinta alla monetina. Giocò la prima finale contro la Jugoslavia, la seconda no. Ma alzò la coppa. Dopo l'addio al calcio giocato, allenò le giovanili bianconere. Tifoso juventino fino alla fine. Come una seconda pelle.

servizio di Massimo Lanari

montaggio Giulia Parenti