Il caso

Trento rinuncia, Torino vuole ospitare il pattinaggio delle Olimpiadi 2026

La provincia autonoma si sfila: troppo alti i costi da affrontare. Cirio e Lo Russo in pressing dagli Usa: "Nostri impianti a disposizione"


servizio di Davide Lessi
montaggio di Daniele Fogu
interviste a Maurizio Fugatti (presidente provincia Trento); Alberto Cirio (presidente Regione Piemonte); Stefano Lo Russo (sindaco di Torino)


Troppo alti i costi da affrontare. Era l'annuncio che si attendeva da giorni. Trento rinuncia a ricostruire il "suo Oval", la pista coperta per il pattinaggio di velocità. E così, per le Olimpiadi invernali del 2026, tornano a spalancarsi le porte di Torino, dove l'Oval c'è già. E' l'impianto ereditato dai Giochi del 2006, quella pista che fece innamorare l'Italia di Enrico Fabris, vincitore di ben due medaglie d'oro.

L'Oval avrebbe bisogno solo di una riqualificazione. Stime parlano di una quindicina di milioni di euro da spendere. Un investimento per riportare un pezzo di Olimpiadi a Torino. Ma non un pezzo marginale, visto che nel 2006 all'Oval furono assegnate 12 medaglie d'oro di pattinaggio. Il presidente del Coni Giovanni Malagò a margine della conferenza stampa ha detto che non è ancora certo il trasferimento a Torino. 

Ma i rappresentati locali, in missione negli Stati Uniti per le Universiadi del 2025, già incalzano. Alberto Cirio, presidente della Regione: "Abbiamo sottoposto al governo l'attenzione sugli impianti olimpici piemontesi, certi che sarebbero tornati utili al Paese. Oggi quel giorno è arrivato". Stefano Lo Russo, sindaco di Torino: "Torino e il Piemonte sono a disposizione del Paese per far sì che l'appuntamento olimpico del 2026 faccia davvero fare bella figura all'Italia"

Il logo dell'evento rimarrà ovviamente  Milano-Cortina. Anche se alcune fonti ben informate dicono che il pattinaggio potrebbe non essere l'unica disciplina  ospitata in Piemonte. Il sogno olimpico, insomma, potrebbe ricominciare.