A partire dal 24 gennaio

Arriva in tavola la farina di grilli

Nel nostro paese gli alimenti potranno contenere farina di grillo. Alternativa sostenibile al consumo di carne, secondo la Ue che l'ha autorizzata dopo l'approvazione dell'Efsa. Alcuni italiani dicono "estranei alla cultura nazionale".

L'Acheta domesticus viene tenuto a digiuno per 24 ore, poi congelato, lavato, essicato. Gli si estrae l'olio e poi viene macinato. Così si ottiene la farina di grillo domestico. L'ultimo insetto, dopo la cavalletta e la larva gialla, a cui la commissione Europea ha dato il via libera. La commercializzazione di insetti a scopo alimentare, infatti, è possibile dal 2018. Tant'è, da quasi 4 anni in Italia si producono biscotti e snack a base di farine di insetti. 
Debora Rasio - In Thailandia si trovano ottimi spiedini di insetti che vengono consumati come prelibatezza. noi no siamo ancora abituati, ma la farina è più accettabile. La qualità nutrizionale è altissima. parliamo di un apporto proteico elevato addiriuttura 70 %  /// 9.33 sono farine ricche di vitamine b12, di ferro, di zinco, di vitamina E. Certo poi bisognerà vedere cosa diamo da mangiare a questi grilli che riflettono nella loro composizione quello che mangiano. 
La qualità dunque, ma ci sono anche altri dubbi. Uno riguarda la possibilità di scatenare allergie 
Debora Rasio -  io non credo perchè alla fine hanno fatto parte dell'alimentazione dell'uomo da tempi molto lontani. forse più preoccupante è sottoporre gli alimenti a radiazioni ionizzanti, quindi generare profili proteici completamente innovativi che possono anche stupire e irritare il nostro sistema immunitario 
Infatti mangiamo insetti da sempre. Finiscono sotto i nostri denti con la frutta fresca, i succhi, le marmellate, i passati e persino con la cioccolata. Fino a poco tempo fa per tingere di rosso bevande, caramelle, yogurt veniva usata la cocciniglia, ricavato dall'omonimo insetto. Ma per molti la farina di grillo è un alimento estraneo alla cultura nazionale. Altri sono preoccupati perchè contiene chitina, sostanza, dicono, digeribile per gli uccelli, ma non per gli umani. In realtà la chitina si trova non solo negli insetti, ma anche nei granchi, aragoste, gamberi e persino nei funghi. 
Debora Rasio - in base a quello che mangiamo sviluppiamo un microbiota intestinale che si occuperà di smaltire quello che mangiamo. D'altra parte la fibra che noi mangiamo, che si sa fa tanto bene, è un alimento che non digeriamo, ma dà da mangiare ai nostri batteri.
La polvere, secondo la normativa, potrà essere utilizzata per prodotti da forno, salse, minestre, bevande come la birra e anche nel cioccolato.  
Debora Rasio - chi è vegano o vegetariano e non vuole mangiare insetti nella sua dieta quotidiana è bene che consideri l'etichetta nutrizionale e così potrà fare le sue scelte. però ovviamente anche   nelle coltivazioni di cereali si distruggono miliardi di insetti. quindi è inevitabile. il ciclo della vita sul pianeta si fonda sul consumare sostanze viventi.

Intervista con Debora Rasio - Nutrizionista Università La Sapienza