L'addio al capitano

Vialli, il bomber che ha cambiato il dna Juve

A 58 anni ha perso la sua battaglia contro il cancro Gianluca Vialli. Il mondo del calcio e non solo piangono l'ex attaccante che con la maglia della Juve e la fascia di capitano al braccio arrivò ad alzare al cielo l'ultima Champions bianconera.

E' stato l'uomo che con Marcello Lippi ha cambiato il dna della Juve. Se prima di lui la signora era stata aristocrazia e tocco fine, le finte di Causio, la timidezza di Baggio, lo stile perfetto di Bettega, è con lui che i bianconeri diventano invece sudore e potenza. Era arrivato dalla Samp con la fama del bello che puntava tutto su agilità e velocità e non è un caso se i primi anni alla Juve con Trap furono complessi, sempre a un passo dal divorzio. Il tecnico che lo cambia e ne completa la maturazione sportiva è il profeta di Viareggio che ne fa il perno di un tridente tra i più forti mai visti in maglia bianconera con l'amico Ravanelli e un giovanissimo Alex Del Piero. Non fosse irriverente, si potrebbe dire che con loro, Vialli e Lippi, la Juve si sia avvicinata anche a quelle che sono sempre state le caratteristiche dell'altra sponda cittadina di color granata, mettendo in discussione valori consolidati. 
Ma il percorso si completa a Roma quando con la Juve Vialli solleva al cielo la coppa con le grandi orecchie. Più volte ha detto di aver pensato a quella stessa coppa coppa sfuggita di mano quattro anni prima, a Wembley, quando era l'anima della Samp.  La storia però gira e il suo testamento morale pronunciato proprio a Torino alla presentazione sul film sul Doria dei miracoli è un insegnamento per chiunque ami lo sport, che resta la più bella metafora mai inventata della vita.