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Ora che anche le macchine possono riconoscere il nostro volto, la nostra privacy è a rischio

Kashmir Hill, giornalsita del New York Times, ricostruisce la storia dell'oscura startup, Clearview AI

Di qui a qualche mese, può essere che uno sconosciuto vi rubi uno scatto col cellulare per strada, o al ristorante: e che da quello scatto, in pochi secondi, ricavi il vostro nome, il vostro indirizzo, e l'accesso a tutti i vostri social. Questo perché avrà scaricato la app dell'oscura startup, Clearview AI, di cui in questa magistrale indagine – che è anche, inevitabilmente, un magistrale thriller – Kashmir Hill ricostruisce la storia. 

Parte da lontano l'inchiesta della giornalista del New York Times, sulla corsa alla categorizzazione degli individui sulla base del loro volto: da Aristotele a Lombroso  

 

Il volto è importante perché ci dice chi siamo, è il mezzo attraverso il quale ci riconosciamo. C'è stata a lungo l'idea che la nostra identità potesse essere letta anche dalle macchine, e oggi effettivamente possiamo essere riconosciuti non solo dagli umani.

Nel tempo la ricerca di geometrie ricorrenti nei volti umani non è così cambiata. Ma l'impatto oggi è molto diverso

 Le prime macchine non erano così efficaci: potevano riconoscere 8, 16 volti. Oggi possono individuare un volto fra miliardi di foto, siamo tracciabili come mai prima. A questo si aggiunge il superpotere della rete, che oltre alla nostra identità può trovare informazioni e commenti collegati alle foto pubblicate da noi e da altri. La nostra privacy è molto a rischio

All'inizio dell'inchiesta sulla start-up ClearviewAI, pubblicata nel libro "La tua faccia ci appartiene", Kashmir Hill era stata tracciata dalla piccola società che, grazie al giovane e stravagante Haun Ton That, finanziato da chiacchierati imprenditori, aveva creato un sistema capace di riconoscere un volto anche con gli occhiali, il cappello, di qualunque etnia o sesso, fra centinaia di migliaia di altri. Ma non voleva essere identificata.

Quello che può cambiare è il nostro comportamento riguardo a ciò che rendiamo pubblico, perchè Clearview AI e le altre compagnie più grandi, considerano tutte le informazioni che ci sono in rete come materie prime, e le raccolgono.