Industria

Veicoli speciali e food truck, le nuove vie dell'automotive

Come rinasce un'azienda di San Mauro Torinese. Seguendo l'evoluzione del cibo di strada. Che diventa d'autore. E anche ecosostenibile

Ketchup o maionese? Negli anni '80 c'era il mitologico paninaro - spesso di dubbia igiene - coi suoi hamburger. Poi siamo passati al cibo da strada d'autore e da lì, 15 anni fa, il boom del settore. I veicoli da street food come un'opportunità per mettersi in proprio. Ora un'ulteriore evoluzione: mezzi di trasporto sempre più brand ambassador, promotori dell'immagine su quattro ruote. Davide Cavalieri D'Oro, amministratore delegato Veicoli speciali: “Oggi invece parliamo di imprenditori più strutturati, quindi ristoratori che hanno diversi ristoranti, imprese che vogliono portare il loro prodotto su strada in contesti diversi e quindi c'è stata un'evoluzione importante sia dal punto di vista dell'organizzazione del lavoro ma poi anche dei mezzi stessi che sono cambiati radicalmente, sia dal punto di vista della tecnologia che dei modelli stessi”. 

Le vie alternative dell'automotive

Ventenne giornalista appassionato di enogastronomia, Davide Cavalieri D'Oro rileva un'attività ormai fallita nel 2006. Veicoli speciali, a San Mauro, territorio fertile dell'automotive torinese. Oggi ha 16 dipendenti. Nel 2022 ha superato i 3 milioni di euro di ricavi, in leggero calo nel 2023 a causa della crisi delle forniture che ha investito il settore. Ma il 2024 è previsto in crescita. Una sessantina i veicoli prodotti ogni anno, in gran parte pezzi unici, esportati in tutto il mondo. “Un'altissima personalizzazione, quindi la cura del dettaglio il poter costruire l'idea che loro hanno su ruote, che rispecchi quello che è il loro brand, la loro brand identity”. E la clientela è sempre più esigente anche sul fronte del rispetto dell'ambiente. Daniele Armando, direttore commerciale Veicoli speciali:L'80% delle richieste attualmente è sul motore ecologico, vuol dire la motorizzazione elettrica, specialmente in francia perché richiedono le emissioni zero”.

L'evoluzione degli speciali

Siamo passati dagli anni '80, ma anche i primi anni 2000, dove si montavano solo i generatori di corrente a benzina, alle batterie al litio di oggi. Magari col pannello fotovoltaico”, aggiunge Davide Cavalieri D'Oro. C'è, ad esempio, un'Apecar elettrica destinata alla Reggia di Versailles. Ne è stata commissionata anche una verde chiaro da collocare nei giardini. Elettrico e green, ma non privo di criticità. “E' difficoltoso a livello di approvvigionamento, basti pensare alla batteria - spiega Armando - e il costo, che è quasi del 30% in più”.  Veicoli speciali come le grandi case automobilistiche: ci sarebbe bisogno degli ecoincentivi. Per non parlare della burocrazia nella somministrazione di cibi e bevande, con il moltiplicarsi di norme nazionali, regionali e comunali. Ma le vie dello street food e dei suoi appassionati sono infinite.