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Acqua, sole, vento: la grande sorpresa energetica del decennio
Apprensione per lo stop al gas russo ma in Italia cresce la quota di energia prodotta dalle rinnovabili. Gli obiettivi del piano nazionale energetico al 2030
Dalla dipendenza dal gas russo, che copriva più della metà del nostro fabbisogno, ci hanno salvato approvvigionamenti alternativi, da Algeria, Azerbaigian e Nord Europa. Ma anche i minori consumi da parte di famiglie, centrali termoelettriche e aziende: complice, non voluta, la crisi industriale. Il calo del consumo di gas era iniziato già in pandemia. L’Italia consumava ne 80 miliardi di metri cubi nel 2019. Oggi siamo a 60, un calo del 25%. A salvarci anche la crescita di energie rinnovabili. Nel 2024 abbiamo prodotto quasi metà dell’energia elettrica da acqua, sole, e vento. 111 miliardi di chilowattora sui 260 totali. Aggiungendo le biomasse, arriviamo a 130. Nel complesso, la quota da rinnovabili è aumentata del 13%. A crescere di più idroelettrico e fotovoltaico.
Un buon risultato anche a livello europeo. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima che abbiamo inviato a Bruxelles ci impegna entro il 2030 a raggiungere 131 Gigawatt di potenza da rinnovabili. 80 dal solare, 28 eolico, 19 idroelettrico, 3 da bioenergie e 1 Gigawatt da fonte geotermica. Per il nucleare, l'obiettivo al 2050 è 8 Gigawatt, l’11% della richiesta nazionale. Ma sono state le rinnovabili la grande sorpresa degli ultimi tempi.
L'intervista a Mario Pagliaro - dirigente di ricerca CNR
Montaggio Enrica Politano