Metro 1, sul ritardo dei lavori parla Chiaia: "La legge non tutela l'interesse pubblico"
Inaugurazione rinviata al 2028 per la crisi finanziaria della ditta appaltatrice. Il presidente del gestore pubblico Infra.To ai nostri microfoni: "Conviene comunque andare avanti con il malato"
"Io non ho alcun dubbio che conviene proseguire per quanto possibile con il malato, chiaramente non chiedendogli degli sprint ma piccoli passi".
Il malato si chiama "Italiana Costruzioni Infastrutture": è la società appaltante che sta lavorando al prolungamento della metro 1 di Torino, da mesi in una grave tempesta finanziaria. Per Bernardino Chaia, a capo del gestore pubblico Infra.To, la strada per salvare l'opera è una sola: andare avanti con la ditta, a patto che il tribunale di Roma accetti la richiesta di concordato preventivo.
"Purtroppo quello che notiamo è che in Italia c'è una debolezza legislativa, cioè il codice della crisi prevale sul codice degli appalti".
La legge tutela giustamente l'interesse dei creditori, spiega Chiaia, ma mette in secondo piano l'interesse pubblico delle opere coinvolte. La conseguenza, per la nuova tratta fino a Cascine Vica, è che verrà completata solo nel 2028. Se l'azienda invece dovesse fallire e servirà una nuova gara, c'è il rischio che slitti tutto al 2030. Una catastrofe per Rivoli e Collegno, dove corso Francia è bucato come una groviera.
"Stiamo cercando di capire con la direzione lavori e con l'impresa in che modo riorientare le lavorazioni più imminenti proprio sulle parti superficiali. Un lavoro che andrà fatto d'intesa anche con il territorio".
Rassicurazioni importanti, in linea con quanto fatto finora da Infra.To: anticipare gli stipendi agli operai, sobbarcarsi il costo di fornitori e materiali pur di non congelare i cantieri, già in fase avanzata. Il futuro adesso è appeso al verdetto del tribunale. Buone notizie arrivano invece dalla linea 2, come anticipato anche dal sindaco Stefano Lo Russo alle Ogr: entro dicembre verrà aggiudicata la gara dei treni da 500 milioni.
"Questa aggiudicazione significa tecnicamente e formalmente l'avvio dell'opera e quindi lo sblocco del famoso finanziamento da 1 miliardo e 828 milioni che la città si è aggiudicata negli anni scorsi".
Se la metro 1 rallenta, dunque, la 2 comincia a correre. In primavera i rilievi ambientali, a fine 2026 le prime ruspe.